Loc. DOGANELLA - 58010 Albinia - Orbetello (GR) - Famiglia Brilli Alvido  
 
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La Maremma, dove la Toscana del sud è più bella
Agriturismo Doganella, il luogo ideale a pochi minuti di macchina dalle attrazioni turistiche toscane
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Isola del Giglio



Spiaggia delle Cannelle

Isola del Giglio è un comune italiano di 1.465 abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.

Prende il nome dall'omonima isola dell'Arcipelago Toscano e comprende anche l'Isola di Giannutri, situata alcuni chilometri a Sud-Est.

I collegamenti con la terraferma sono garantiti da traghetti con imbarco aPorto Santo Stefano, gestiti dalle compagnie di navigazione Maregiglio eToremar. Nei mesi estivi l'accesso all'isola con veicoli è condizionato al pagamento di una piccola quota.

         

 

Geografia fisica

 

Territorio

Il territorio comunale, che interessa l'Isola del Giglio propriamente detta, è quasi completamente collinare e la cima più alta (il Poggio della Pagana) raggiunge i 496 metri s.l.m. nella parte interna centrale dell'isola. La composizione geologica è prevalentemente granitica. Il perimetro costiero è di 27 km ed è in larga parte roccioso, tranne che in alcuni punti, dove si aprono la spiaggia del Campese e altre spiagge minori situate sul versante orientale dell’isola (Arenella, Cannelle e Caldane). Relativamente a Giannutri, isola distinta inclusa nel medesimo territorio comunale, si raggiungono gli 88 metri s.l.m. nella parte meridionale; seppur morfologicamente piatta, l'isola di Giannutri è priva di coste sabbiose, essendo ovunque presenti scogli e calette sassose.

 

Flora



Spiaggia dell'Arenella

Come in quasi tutte le isole dell'Arcipelago Toscano, la vegetazione dell'Isola del Giglio era costituita anticamente da leccete, che ricoprivano quasi tutta l'isola. Fino dall'antichità, lo sviluppo dell'agricoltura, l'allevamento e gli incendi hanno alterato l'ambiente naturale e provocato la scomparsa di gran parte di questa vegetazione che oggi, con il passaggio da un'economia agricola al turismo, si sta lentamente ricostituendo. L'antica vegetazione che dominava l'isola, caratterizzata da macchia mediterranea di lecci e sughere con erica e corbezzolo, caprifoglio (Lonicera implexa), strappabrache (Smilax aspera), robbia (Rubia peregrina) ciclamini (Cyclamen repandume Cyclamen neapolitanum), si trova ancora sul Promontorio del Franco lungo la costa occidentale a sud di Giglio Campese, oltre che sul versante est di Poggio del Castello e nella Vallata del Molino.

Negli anni cinquanta le pendici del Poggio della Pagana sono state rimboschite conpini domestici e marittimi.

Fino a pochi decenni fa su quasi l'intera superficie dell'isola erano stati ricavati terrazzamenti con muri a secco di granito (detti 'greppe'), alcuni dei quali sono ancora coltivati a vigneto per produrre il vino gigliese, che rientra nella medesima denominazione di origine controllata e nel relativo disciplinare di produzione dell'Ansonica Costa dell'Argentario; la maggior parte dei terrazzamenti è stata tuttavia abbandonata e viene lentamente colonizzata da una bassa gariga ad Elicriso e successivamente di Cisto.

 

Fauna



Spiaggia dell'Arenella

La fauna terrestre dell'isola non presenta grande varietà, limitandosi al coniglio selvatico, alla crocidura minore, al topo selvatico ed al muflone, importato di recente e poco diffuso.

Sono invece ben rappresentate le specie di pipistrelli (il molosso di Cestoni, il miniottero di Schreiber, il pipistrello nano, il pipistrello albolimbato, la nottola, il pipistrello di Savi, il serotino comune, l'orecchione bruno e l’orecchione grigio).

Tra le specie di uccelli nidificanti e svernanti sono da segnalare: il marangone dal ciuffo, l'albanella reale, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il gabbiano corso, il gabbiano reale, il beccapesci, il piccione selvatico, la tortora, il barbagianni, l'assiolo, la civetta, il succiacapre, il rondone pallido, la passera scopaiola, il sordone, il codirosso spazzacamino, il passero solitario, la monachella, la magnanina, il corvo imperiale e lo zigolo nero.

La fauna ittica è quella tipica del Tirreno, con ancora una popolazione ben conservata di Pinna nobilis (bivalve noto come la grande nacchera), qualche cernia, dentici, saraghi, ricciole e numerosi e multicolori Labridi.

 

Subacquea



I punti di immersione dell'isola

L'isola riveste un grande interesse per la pratica della subacquea, ed è ritenuta spesso come una delle più amate dai sub in Italia. È nota per via delle immersioni poco impegnative, ma soprattutto per le bellissime gorgonie rosse visibili oltre i 35 metri di profondità, accompagnate da un ricca fauna marina caratterizzata anche da rarità, come le stelle marine della specie Astrospartus mediterraneus, dette stelle gorgone.

Le immersioni più conosciute e frequentate sono:

1.    "Cala Cupa" (42°22′8.03″N 10°55′4.09″E), dai 15 ai 30 metri di profondità, ricca di reperti archeologici, gorgonie rosse e gialle;

2.    "Le Scole" 42°21′20.4″N 10°55′47.8″E), dai 15 ai 40 metri, adatta sia a principianti che a sub più esperti, caratterizzata da gorgonie rosse e gialle espirografi;

3.    "Punta del Fenaio" (42°23′19.7″N 10°52′48.9″E), una parete verticale per sub esperti che si immerge fino a 90 metri, ricca di fauna e in cui si possono vedere le rare stelle gorgone e, talvolta, il pesce San Pietro;

4.    "Punta delle Secche" (42°23′00.7″N 10°52′43.4″E), dai 15 ai 50 metri, ricca di gorgonie gialle e rosse e, talvolta, frequentata dai rari pesci luna;

5.    "Punta di Capel Rosso" (42°18′55.61″N 10°55′11.86″E), dai 20 ai 40 metri, in cui è frequente incontrare dentici e, talvolta, tonni;

6.    "Scoglio del Corvo" (42°20′19.2″N 10°53′22.4″E), dai 15 ai 70 metri, consigliata a sub esperti per via della forte corrente;

7.    "Scoglio della Cappa" (42°21′0.79″N 10°52′49.33″E), immersione semplice fino ai 15 metri, caratterizzata dal fondale sabbioso popolato dalla poseidonia in cui si nascondono, talvolta, i cavallucci marini;

8.    "Scoglio di Pietrabona" (42°19′48.9″N 10°53′57.2″E), dai 20 ai 50 metri, con corrente moderata.

 

Boulder - Arrampicata

L'isola offre moltissime possibilità per praticare boulder. L'area nella quale sono sparsi numerosissimi blocchi di granito che non è stata del tutto esplorata e al momento offre due grandi zone poste sulla collina che porta al faro: si accede da una piccola strada asfaltata da una curva a gomito prima di Giglio Castello che conduce verso Punta del Fenajo. La roccia è uno strepitoso granito a grana medio/grossa con sfumature dal rosso al grigio, ovunque in ottimo stato.

 

Clima

L'Isola del Giglio è caratterizzata dal tipico clima mediterraneo, con una lunga stagione estiva moderatamente calda ma molto siccitosa, e da una breve stagione invernale caratterizzata da clima più umido e con alcune precipitazioni. Dal punto di vista termometrico, sono molto rari gli eccessi, sia nelle massime estive che nelle minime invernali, grazie all'azione mitigante del mare. Tuttavia, nelle aree collinari dell'entroterra insulare, l'altitudine può localmente attenuare anche sensibilmente alcune caratteristiche del clima mediterraneo.

I 2084 gradi giorno registrati ad oltre 400 metri s.l.m. nella frazione di Giglio Castello, ubicata su un poggio nella parte più interna dell'isola, includerebbero l'intero territorio comunale in zona E, fascia climatica che accomuna gran parte dei comuni di aree appenniniche continentali, che però sono caratterizzati da inverni estremamente più rigidi rispetto a quelli gigliesi.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per l'unica stazione meteorologica situata sull'isola e di seguito riportati nella tabella[3], la temperatura media annua si aggira sui +15,1 °C ai 160 metri s.l.m. del promontorio di Giglio Franco sulla costa occidentale, mentre le precipitazioni medie annue sono molto contenute, facendo segnare nella medesima località appena 402 mm.

 

Storia

L'isola fu abitata fin dall'Età del ferro. Successivamente fu probabilmente una base militare etrusca ed anche sotto la dominazione romana fu una base di una discreta importanza nel Mar Tirreno, citata, per esempio, da Giulio Cesare nel De bello Gallico e dal poeta Claudio Rutilio Namaziano. A margine dell'abitato di Giglio Porto, leggermente al di sotto del livello del mare, si trovano i resti della villa romana dei Domizi Enobarbi: si tratta di una vasta area che comprende una vasca a mare per la pescicultura, mura perimetrali e criptoportici, resti di opus sectile, mosaico, affreschi, terrazza stellata di pertinenza, strutture lungo mare con serie di arcate e una lunga terrazza pensile; l'intera area è denominata “I castellari di Giglio Porto”.

Nelle epoche successive fu governata da varie famiglie nobili dell'Italia centrale e dal1264 dal governo pisano, che dovette poi cederla ai Medici. Nel Medioevo passò sotto il dominio della famiglia Aldobrandeschi, successivamente al comune di Perugia. Entrò nelle proprietà di Pisa dal 1264 al 1406 e successivamente passò a Firenze.

Nel 1544, il pirata Khayr al-Din, detto il Barbarossa, saccheggiò l'isola, uccise chiunque si opponeva e deportò, come schiavi, oltre 700 gigliesi. In seguito a questa sanguinosa incursione, la famiglia dei Medici ripopolò l'isola con gente proveniente dalle terre senesi. Gli attacchi saraceni poi continuarono fino al 1799.

 

Toponimo

L'isola deve il suo nome al termine greco aegylion e poi dal latino aegilium che significa capre, infatti era chiamata Isola delle Capre (minore: per non confondersi con Capraia).

 

Monumenti e luoghi d'interesse

 

Architetture religiose

Chiesa di San Pietro a Giglio Castello, costruita nel XV secolo; è la chiesa principale dell'Isola dove si custodisce il tesoro di papa Innocenzo XIII e si può ammirare un magnifico Crocifisso eburneo, opera del Giambologna. La chiesa conserva anche le venerate reliquie di San Mamiliano, protettore dell'Isola e dell'Arcipelago Toscano.

Chiesa di San Giorgio

Chiesa della Madonna del Giglio a Giglio Porto

 

Architetture militari

 

Strutture difensive fortificate

Mura di Giglio Castello, di origini medievali, racchiudono interamente il borgo di Giglio Castello situato su uno dei poggi più alti all'interno dell'isola. L'accesso al borgo era possibile attraverso la Porta della Rocca.

Rocca aldobrandesca, situata a Giglio Castello, fu costruita dai Pisani e ulteriormente fortificata dagli Aldobrandeschi. Si trova in posizione dominante lungo le mura perimentrali. Vi si gode un magnifico panorama su tutto l'Arcipelago e sulla costa maremmana. Nei giorni limpidi, si scorge nettamente anche l'Isola d'Elba e la Corsica.

 

Torri costiere

Torre del Saraceno, di origini medievali, si trova all'estremità meridionale della baia di Giglio Porto, nei pressi di rovine di epocaromana.

Torre del Campese, all'estremità settentrionale della spiaggia di Giglio Campese, fu fatta costruire nella seconda metà delCinquecento da Cosimo I de' Medici con funzione di difesa antisaracena, oggi restaurata ma adibita a residenza privata.

Torre del Lazzaretto, situata lungo la costa orientale a nord di Giglio Porto, nacque come torre di avvistamento cinquecentesca per volere di Cosimo I de' Medici e successivamente trasformata in lazzaretto. Attualmente ospita una struttura ricettiva.

Castellare del Giglio, fortificazione cinquecentesca oramai perduta che si trovava in posizione dominante sull'altura che chiude a sud la baia di Giglio Porto e che sovrasta la Torre del Saraceno.

Forte della Scoperta, perduta struttura difensiva ottocentesca situata sull'isola di Giannutri.

 

Siti archeologici

Rovine romane di Giglio Porto

Villa romana di Giannutri, sull'Isola di Giannutri

Porto romano di Giannutri, sull'Isola di Giannutri

 

Aree naturali

Parco nazionale Arcipelago Toscano

 

 

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